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Come spedire in UK anche dopo la Brexit

Francesca Vannucci
Francesca Vannucci
Communication Specialist
5 min
man and woman smiling at mobile phone screen

Esportare nel Regno Unito – e quindi anche in Inghilterra – rappresenta ancora oggi un’opportunità strategica per molte aziende ed e-commerce italiani: l’UK conta infatti 60 milioni di acquirenti online e rappresenta l’ottavo mercato manifatturiero al mondo per output produttivo1. Nonostante l’uscita dall’Unione Europea abbia introdotto nuove regole doganali, il Regno Unito rimane uno dei partner commerciali più rilevanti per le aziende italiane interessate ai mercati internazionali, grazie al suo potere d’acquisto, all’elevata digitalizzazione della popolazione e a una forte propensione all’importazione.

In questa guida scoprirai come spedire in UK dopo la Brexit, la documentazione necessaria, i settori più promettenti e come DHL Express può facilitare il tuo ingresso in questo mercato.

Quali sono i vantaggi di esportare in UK: una panoramica del mercato

Il Regno Unito è una delle economie più solide e dinamiche in Europa: secondo gli ultimi dati ufficiali, nel 2025 le importazioni britanniche hanno superato i 945 miliardi di sterline, con l’Unione Europea che pesa per oltre il 50% dell’import totale2. Questo conferma quanto i legami commerciali con l’UE restino centrali. L’UK rappresenta il 6° mercato di destinazione dell’export italiano3.

Dal punto di vista retail ed e-commerce, il Regno Unito presenta una popolazione altamente digitalizzata: le vendite online hanno rappresentato circa quasi un terzo del totale retail nel 2025, una delle percentuali più alte in Europa, e il 50% degli utenti acquista da e-commerce internazionali4,5.

Perché vendere in Inghilterra e nel Regno Unito:

Cosa esportare nel Regno Unito

Il mercato UK offre opportunità sia per le aziende B2C che per quelle B2B, soprattutto in comparti ad alto contenuto di innovazione e qualità, in cui il Made in Italy è già riconosciuto.

graphic of shopping activities

I settori e-commerce più popolari nel mercato britannico sono la moda, i cosmetici e i prodotti casalinghi. Per cogliere queste opportunità le aziende italiana devono però prestare particolare attenzione alle esigenze degli acquirenti: l’80% dichiara di non volere tariffe a sorpresa nel carrello e il 92% non completa l’acquisto se non trova l’opzione di consegna preferita al checkout (6).

graphic of DHL logistics activities

Per quanto riguarda il mercato B2B, settori che hanno registrato grandi quote di import e che possono quindi offrire opportunità alle aziende sono l’automotive, l’aeronautica e l’abbigliamento (7). A questi si aggiungono anche i prodotti alimentari, i macchinari, i mezzi di trasporto e i prodotti in metallo: settori chiave per l’export italiano nel Regno Unito.

La documentazione richiesta per spedire in UK

A seguito della Brexit, tutte le spedizioni verso il Regno Unito sono soggette a sdoganamento. Come per le altre spedizioni internazionali, è quindi fondamentale compilare correttamente e allegare la documentazione richiesta dalle autorità.

Oltre ai documenti cartacei, è altrettanto essenziale che il dato elettronico venga inserito nei portali DHL (ad es. MyDHL+) in fase di preparazione della spedizione: queste informazioni costituiscono infatti il preavviso a destino e vengono utilizzate dalle autorità doganali e dal corriere per garantire una dichiarazione doganale accurata, veloce e conforme.

Ecco un elenco dei documenti necessari per consentire lo sdoganamento delle spedizioni:

Obbligatoria per qualsiasi spedizione extra-UE, deve includere dati completi e accurati su mittente, destinatario, costo di trasporto, descrizione della merce (completa di codice HS, che puoi reperire dalla piattaforma gratuita MyGTS), valore di ogni articolo, numero di fattura e origine della merce per consentire lo sdoganamento.

  • Dichiarazione di libera esportazione

Attesta che le merci contenute nella spedizione non sono soggette a restrizioni per l’esportazione, e deve per questo essere compilata dal mittente. All’interno della dichiarazione va riportato anche il codice EORI dell’esportatore.

Se i beni soddisfano i criteri previsti dal TCA (Trade and Cooperation Agreement), possono beneficiare di tariffe doganali preferenziali. In questi casi è necessario riportare nella fattura la dichiarazione di origine preferenziale. Per spedizioni di valore superiore a 6.000 €, l’esportatore UE deve essere registrato nel sistema REX (Registered Exporter System) per poter rilasciare validamente la dichiarazione di origine preferenziale.

DHL Express: il partner logistico ideale per spedire nel Regno Unito

Le procedure post‑Brexit possono sembrare complesse, soprattutto per chi vuole esportare in Inghilterra o nel Regno Unito per la prima volta. È per questo che affidarsi a un partner esperto può semplificare notevolmente l’intero processo.

DHL Express gestisce migliaia di dichiarazioni doganali ogni giorno, e grazie a un controllo digitale anticipato dei dati e a un dialogo diretto con le Autorità Doganali del Regno Unito, errori e ritardi nello sdoganamento vengono ridotti al minimo. 

Perché scegliere DHL Express per spedire in UK:

  • Presenza capillare sul territorio UK, con consegne rapide in 24/48 ore*.
  • Capacità di gestire spedizioni espresse di merci pesanti, fondamentali in molti dei settori in crescita del mercato del Regno Unito, come l’automotive e i macchinari
  • Soluzioni di trasporto più sostenibili, grazie all’utilizzo del Sustainable aviation fuel per le spedizioni espresse e dell’olio vegetale idrotrattato per le spedizioni su strada
  • Trasmissione elettronica anticipata dei dati per sdoganare le merci durante il trasporto
  • Soluzioni su misura per l’e-commerce, incluse opzioni Duty Tax Paid per addebitare dazi e tasse doganali al mittente, e consegne personalizzate con On-Demand Delivery

Il Regno Unito continua a essere un mercato ricco di opportunità per l’export italiano. Scegliere un partner esperto è la chiave per spedire in UK in modo rapido e senza intoppi.

*I termini di resa sono indicativi e sono calcolati in giorni lavorativi